Autore: Francesco
Inferno
Teatro della Polvere
Dall’ 8 al 10 marzo 2019
Inferno è una comico-tragedia, una rilettura in chiave moderna della prima cantica della Divina Commedia, nella quale gli aspetti grotteschi e surreali della vicenda diventano spunti per interpretare il cammino dell’uomo. Benché l’opera rispecchi nella sua quasi totalità l’originale struttura dantesca, le diverse voci che si alternano in scena ne modificano e arricchiscono lo spirito iniziale e il messaggio espresso, attualizzando e laicizzando la morale e il sistema valori ivi contenuti.
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Vuoto Infernale
di Severino Cirillo
Regia di Riccardo Italiano

Dal 22 al 24 febbraio 2019
Leonardo sale in cima a un grattacielo per togliersi la vita. Quando cambia idea, cade comunque. Si risveglia in uno strano luogo che somiglia a un Inferno, dove viene costretto a consegnare l’anima della persona più cara che ha al mondo, Anabel. Nell’esplorare questo luogo apparentemente eterno, entrambi attraverseranno le loro debolezze e parte del loro passato, alla ricerca dell’altro e del motivo per cui esiste questo luogo di dolore. Una potente e visionaria riflessione sull’amore, il perdono e i limiti della mente umana.
POETA ME
9 – 10 febbraio 2019 – Compagnia Balafori

POETA ME uno spettacolo di teatro-danza
di Alessandra Costa
con Chiara Serafini
Cheope Alice Turati
Giovanna Belloni
Leonardo Moreno
Sono io poeta quando disegno movimenti che raccontano emozioni?
C’è Poesia nei nostri gesti, nelle nostre giornate, nei nostri pensieri?
Poesia: sono versi preziosi che reclamano la “giusta intonazione”, sono voci incise nella nostra memoria che, come luci, a tratti, ci rischiarano il cammino.
Sono parole, gesti, immagini che sanno arrivare dritte al nostro cuore… risvegliano sensazioni… ci fanno sentire “uomini” di questo mondo.
… “Una poesia è, ogni volta che la si legge, una immersione delle mani a conca nel reale.
Ogni volta una memoria.” D.Rondoni
CHILOE’…come pesci fuor d’acqua
Studio per un duo di teatro-danza di Alessandra Costa
Con Chiara Serafini e Cecilia Francesca Croce.
Due donne che portano in sé le cicatrici del disamore, restano in uno «spazio-tempo» dilatato nell’ attesa di trovare un nuovo respiro.
Entrambe con un’ombra nell’ anima, contrastano questo grigio interiore con la propria stravaganza.
La stravaganza le salva dal baratro così come gli abitanti di CHILOÉ colorano le loro “case palafitte” di rosso e giallo e verde e …celeste per contrastare il grigio del cielo e le doppie maree quotidiane.
Noechi è una giovane donna già ferita profondamente dall’amore. Così Noechi ha scelto di dichiarare amore eterno ad un pesce rosso che porta sempre con lei, in un sacchetto di plastica, gli parla, imita il suo linguaggio. Lui riempie il vuoto del disamore- Lei impara da lui come vivere in cattività, in un luogo dove ti ci hanno messo a forza
Chinemé è una donna dall’apparenza forte.
. L’ultima volta che l’hanno picchiata ha sentito un suono immenso, il cervello rimbombare ed ora vuole vivere nell’ acqua, perché nell’acqua non si sente rumore. Vorrebbe diventar sirena per poter stare nell’acqua e “avvelenare” col suo canto i marinai bastardi!
Forse in questa stramberia si incontreranno …forse, tra due maree saranno l’una per l’altra un approdo.
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KINTSUGI ORO NELLE CICATRICI
8 FEBBRAIO 2019 ORE 21:00


